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VIVICITTA'
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Siena, Fortezza Medicea, domenica 3 aprile 2011
Scritto 8 marzo 2011 |
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La stagione invernale del podismo, per quest’anno è conclusa: finito il Corri nel Verde, pur se resta da fare la premiazione, ed esaurite le campestri, è tempo di pensare al nuovo periodo. Si percepiscono temperature più miti, sarà ripristinata l’ora legale, ricomincerà con la Scarpinata di Primavera ed Un Monte di Corsa il campionato di corsa su strada. Nel mezzo a queste due, prima domenica d’aprile, torna Vivicittà. Ventisettesima edizione! E’ molto banale, osservare che il tempo passa veloce: viene comunque spontanea questa considerazione, ripensando a come pare vicina la partecipazione a quella che fu la prima edizione. Prima edizione che a Siena non ci fu; erano 21 Km, maratonina, che i podisti senesi andarono a fare a Firenze, una delle città organizzatrici. Ci fu confusione, nel senso che i chilometri conclusivi, alle Cascine, si sovrapponevano; forse una carenza organizzativa fece confondere i percorsi per cui, anche se in buona fede, molti si ritrovarono all’arrivo dopo soli 18 Km. Almeno me la ricordo così: tutto sommato sono passati 27 anni! La seconda edizione di Vivicittà vide anche Siena fra le organizzatrici: allora poche città e solo italiane. Anche stavolta 21 Km, con un giro piccolo in centro e poi in campagna, per la Strada di Certosa, praticamente il percorso inverso della prossima Corsa del Monte, poi il Renaccio verso la Cassia, la Coroncina, tornando in salita per Valli. Giornata primaverile, molto caldo, tanta gente scoppiata; il podismo è anche questo: azzeccare l’andatura giusta! Poi la lunghezza fu stabilizzata su questa classica dei 12 Km. Ritrovo, partenza, arrivo e premiazioni in una delle più belle piazze del mondo, con l’anello al via pieno di atleti festanti nella consapevolezza di essere davvero partecipi di un evento. Magari quest’anno qualcosa perderemo; con tutto il rispetto ed i riconoscimenti all’impegno per metterci in condizioni di correre ed essere ancora partecipi di quest’evento, doverosamente dovuti al Comitato Organizzatore, credo ci sia da fare una critica: spostare ritrovo, partenza ed arrivo in Fortezza, dopo che era sempre stato in Piazza, dà l’impressione di un passo indietro e toglie molto del fascino che era parte integrante del Vivicittà corso a Siena. In Piazza del Campo, cito a memoria, hanno vinto atleti di valore internazionale come il polacco Maminsky e campioni olimpionici come il ruandese Mathias N’Tavulikura, oro nei 5000 a Seul, (l’anno dell’oro in maratona di Gelindo Bordin). N’Tavulikura vinse anche a livello nazionale: pur se penalizzato dai saliscendi delle vie senesi e dalle curve strette (correndo vicino ai 3 min/Km lo sono davvero!), la classifica compensata lo mise in condizioni di battere Salvatore Antibo, che corse in casa a Palermo su un percorso velocissimo. Nel 2011 saranno tante le città organizzatrici di Vivicittà, in Italia e sparpagliate in tutto il mondo e nei cortili di molti istituti di detenzione: a riprova di una attuale crescita anche sociale, che sempre ha fatto parte dell’autentico spirito sportivo, documentato almeno dal 776 a.c. nella Piana dell’Elide fra i fiumi Alfeo e Cladeo. Prenderla da Olimpia, può forse sembrare prenderla troppo da lontano: ma se in 30 secoli il mondo e la maggior parte dei comportamenti umani sono stati stravolti per approdare a quelli odierni, l’approccio del podista alla partenza di una gara, nella sua totale semplicità, mantiene ancora quello spirito antico e spontaneo, proprio come tanti secoli fa. Correte gente; correte.
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