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Il Palio del drappo verde: un pò di storia

Scritto da Danilo Mazzone- Redazione Podisti.Net

Giovedì 10 Marzo 2011

Proprio in questi giorni torna in auge il Palio del drappo verde di Verona, considerata da alcuni una delle corse su strada più antiche al mondo. La gara fu organizzata per la prima volta nel 1207 per celebrare la vittoria di Verona sui conti di San Bonifazio e sulla famiglia Montecchi. I corridori correvano nudi (come nell’antica Grecia) e al vincitore veniva dato un drappo di stoffa verde. Chi arrivava ultimo, invece, riceveva in premio un gallo, che poi avrebbe portato in giro per la città per ricevere il disprezzo dei Veronesi. La corsa è citata da Dante Alighieri nella Divina Commedia, Inferno, Canto XV, versi 121-4:

" Poi si rivolse, e parve di coloro

che corrono a Verona il drappo verde

per la campagna, e parve di costoro

quelli che vince, non colui che perde. "

La gara di Verona aveva luogo la prima domenica di Quaresima ed era una festa vera e propria. Il percorso partiva dal quartiere Tombo, in seguito dal quartiere Santa Lucia, poi si dipanava lungo le mura meridionali della città oltre la porta del Palio e attraverso un terreno piatto tagliava diagonalmente, quindi arrivava davanti al palazzo di San Fermo. Nel 1393 venne aggiunta una seconda corsa e il primo premio venne cambiato in un panno rosso, lo stesso colore di quello del vincitore della corsa con i cavalli che si teneva lo stesso giorno. Anche le donne iniziarono a gareggiare e il loro premio rimase un drappo verde. Potevano gareggiare solo “donne rispettabili”, ma se non ce n’erano potevano gareggiare anche prostitute. Dopo il 1450 la data venne spostata all’ultimo giovedì prima del Carnevale. Non ci sono giunte cronache delle gare veronesi, né cronache dettagliate, ma sappiamo che il pubblico si congratulava con il vincitore e dileggiava gli ultimi durante il giro d’onore. Il Medioevo, quindi, non fu proprio un’epoca oscurantistica per quanto riguarda lo sport. Sopravvivevano tradizioni popolari e folkloristiche che rappresentarono forme primitive di corse su strada. Forme di sport “dal basso”. Durante il Duecento, il Trecento e il Quattrocento le città italiane iniziarono a organizzare corse annuali per uomini, donne, bambini, cavalli e asini. La corsa femminile più famosa era quella che si teneva a Ferrara, dove la più veloce riceveva in regalo un drappo rosso, ma anche le ultime classificate ricevevano qualcosa. Esisteva quindi, all'interno delle mura turrite, una cultura della corsa.