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E’ di nuovo Natale.

Già un paio di settimane prima se ne sentivano  l’aria e l’atmosfera avvicinarsi.

Così chi partecipava alla manifestazione di Lavello, in quel del Vulture-Melfese, a metà dicembre ne percepiva l’approssimarsi e ne respirava l’aria, ripercorrendo giro dopo giro e ancora giro dopo giro la pista ciclabile a forma d’ellisse, perfetta fisicamente e logisticamente per questo tipo di manifestazione.

Il primo pomeriggio faceva caldo, poi il sole ha cominciato a scendere verso il monte Vulture e la temperatura è scesa e le ombre hanno iniziato ad allungarsi, sempre di più ad ogni giro con alle spalle la curva ovest, tendendo a far somigliare anche il mio profilo all’ Ombra della Sera.

Ad  un avvicinamento alla curva ovest il disco solare era sparito in parte dietro al monte, così è stato d’uopo interrompere l’incedere ed investire un paio di minuti di quel tempo per vederlo affievolire definitivamente, fino al dissolvimento.

Il fascino ineffabile del tramonto!

Poi la sera è stata ogni giro più buia all’orizzonte, il profilo del monte si è confuso con la notte ed hanno iniziato a splendere, particolarmente vivide e rosseggianti in quel nero le centinaia di luci sui tralicci delle pale eoliche, un vero e proprio presepe, anche se monocromatico, a conferma dell’aria natalizia.

Intanto sulla curva est si era levato anche il disco dapprima timidamente bianco di una grossa luna quasi piena. E’ salita in verticale, assumendo il dovuto aspetto argenteo splendente ed era altissima quando a notte fonda ho terminato quanto mi ero ripromesso, anch’io all’apice sfavillante di una soddisfazione molto personale e altrettanto agognata.

Ci tenevo.

Così gli ultimi giri non hanno sentito la fatica e i dolori accumulati: sono stati affogati in quel mare di soddisfazione, sia per il traguardo da me raggiunto, che per la consapevolezza dell’impegno e stimolo e sostegno dato e dimostrato dalle persone che hanno contribuito affinchè lo raggiungessi.

Prima avevo immaginato a quanto avrei potuto godermi quel momento anelato: negli ultimi giri invece mi sono reso conto che la soddisfazione dell’apprezzamento dell’amore, dell’affetto, del rispetto, ricevuti da familiari e amici, era maggiore di quello della mia mera maratona.

Grazie a Franca, Michele, Carla, Gaspare, Laura, Massimo, Felice, Marco, Duccio.

Auguri.

Tanti auguri.

A tutti: podisti e non podisti, maratoneti e non maratoneti.

 
 

 

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